07 luglio 2012

Il ritorno del paraviano pterosauro-mimo?

Carrellata di scansoriopterygidi (by J. Headden, tratto da The Bite Stuff). Vi sembra così assurdo estendere un patagio dal terzo dito della mano al corpo e far planare questi piccoli theropodi?
 
In un vecchio post, ho sostenuto, assieme a Lukas Panzarin,  l'ipotesi molto eterodossa che gli Scansoriopterygidae siano dei theropodi "pterosaur-like", convergenti con i piccoli pterosauri di grado rhamphorhynchoide, in quanto presentano un cranio corto, alto e con dentatura prominente e proiettata rostralmente, arti anteriori allungati, dito più esterno della mano ipertrofico ma apparentemente poco adatto alla prensione (la penultima falange non è significativamente più lunga delle altre), la possibile (anche se occorre una conferma) traccia di un patagio nell'olotipo di Scansoriopteryx, attaccato al terzo dito della mano invece che mostrare dell'evidente piumaggio inserito al secondo dito come negli altri maniraptori. Il recentemente descritto rhamphorhynchoide tedesco Bellubrunnus (Hone et al. 2012) mostra una coda molto simile a quella di Scansoriopteryx. Casualità? Oppure ennesima evidenza di una convergenza evolutiva? Va sottolineato che la coda dei rhamphorhynchidi derivati sia molto simile a quella dei dromaeosauridi derivati, mentre quella di Bellubrunnus è più simile a quella dei paraviani basali, come ad esempio gli scansoriopterygidi. Forse, le due linee evolutive svilupparono le loro code simili seguendo analoghe traiettorie evolutive, di cui Scansoriopteryx e Bellubrunnus sono entrambi stadi intermedi. Anche se concordo che sia molto azzardato postulare una così stretta convergenza adattativa tra dromaeosauridi basali e rhamphorhynchidi (ma Microraptor è potenzialmente arboricolo e planatore, quindi ecologicamente affine, se non ad un animale volante, perlomeno nella stessa regione adattativa in cui collocherei gli scansoriopterygidi planatori), ritengo possibile che le ancora poco note faune a paraviani basali del Giurassico Medio potrebbero riservare soprese per il futuro.
Se il terzo dito ipertrofico di Scansoriopteryx è già così allungato nell'esemplare olotipico, il quale è molto immaturo, perché non immaginare che nell'adulto tale dito fosse ancora più allungato? Ed in tal caso, a che servirebbe un così esteso dito? Forse a sostenere un patagio, sopratutto se fosse confermata l'assenza di penne remiganti nell'ala di Epidexipteryx
Ammetto i molti "se", ma anche i molti aspetti enigmatici degli scansoriopterygidi, che probabilmente richiedono spiegazioni eterodosse: le ipotesi azzardate nascono così...


Bibliografia:
Hone DWE, Tischlinger H, Frey E, Ro¨ per M (2012) A New Non-Pterodactyloid Pterosaur from the Late Jurassic of Southern Germany. PLoS ONE 7(7): e39312. doi:10.1371/journal.pone.0039312

11 commenti:

  1. Ipotesi molto affascinante. Senza contare che, se si dimostrasse vero quanto dici, potrebbero anche rappresentare un passo in più per capire l'evoluzione degli pterosauri, che da quanto ne so hanno una storia piuttosto lacunosa.
    Simone

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    1. In ogni caso, sarebbe sempre un caso di convergenza evolutiva: gli pterosauri non sono imparentati direttamente con gli scansoriopterygidi né coi theropodi in generale.

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    2. Lo so, lo so, io mi riferivo appunto alla convergenza, basandomi sull'idea che, visto che questi teropodi originano da un gruppo di animali terricoli, allora potrebbero rassomigliare a quegli ignoti proto-pterosauri dei quali non si è trovato nulla (nel libro di Dal Sasso "dinosauri italiani" dice che l'Eudimorphodon è il più antico pterosauro conosciuto, ma essendo già uno pterosauro vero e proprio non offre un quadro chiaro di come potessero apparire le forme più basali).
      Simone

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  2. Seems odd to propose a skin patagium, or at least far-fetched. Seems to me more likely that the pterosaurs would make use of what they have (skin), the theropods expanding on what they have (feathers). And the convergent lifestyle opportunity would still hold up. Very interesting!

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    1. David, note that birds have patagia in their arms, and that maniraptoran fligth feathers are attached to the second finger (relatively short in Scansoriopterygids) not to the third (the elongated one in Scansoriopterygids).

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  3. Intriguing idea, especially if their patagium was not stiffened by actinofibrils like pterosaurs', which would make the lack of preserved membranes less of a problem.

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  4. Ma non sarebbe comunque più prudente immaginare che gli Scansoriopterygidi hanno sviluppato non un patagio, ma delle penne o delle protopiume convergenti con le penne sul terzo invece che sul secondo dito come tutti gli altri teropodi-uccelli?
    (tra l'altro questa famiglia dovrebbe disporre di vere è proprie penne, non solo di piume e protopiume, o sbaglio?)

    Insomma avendo delle piume a disposizione si potrebbe immaginare un evoluzioen verso delle penne da planata piuttosto che verso un patagio?

    Detto questo le piume non impediscono di per se l'evoluzione di un patagio membranoso.
    Comunque questa teoria resta affascinante e speriamo possa essere presto testabile con nuovi ritrovamenti.

    Valerio

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    1. Siccome il patagio esiste negli uccelli e in molti animali che planano, mentre le penne nel terzo dito non esistono in nessun animale, mi pare meno probabile che il sito di ancoraggio delle remiganti sia migrato sul terzo dito (quando compie già la sua funzione bene nel secondo dito) o sia comparso per convergenza sul terzo dito. Inoltre, l'allungamento delle dita non è accompaganto da un aumento nel numero delle penne nei maniraptori. Non a caso, gli uccelli moderni volatori hanno dita della mano più corte che negli altri maniraptori. Il patagio invece è tipico di animali con dita molto allungate, come pterosauri e pipistrelli.

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  5. Grazie per la risposta.
    Tutto molto più che condivisibile, anzi se stessimo parlando di un ceratosauro con quel tipo di anatomia delle zampe anteriori non avrei sollevato dubbi.

    Per ora, però, rimaniamo sulla speculazione, mi convinceva di più il _Majungasaurus_ anfibio.

    Comunque questa tesi non è solo molto intriganta, ma ben testabile, forse anche solo con una ridescrizione dell'olotipo di _Scansoriopteryx_ (con le sue strutture enigmatiche attorno al terzo dito), quindi spero che non resti confinata in questo blog, ma circoli il più possibile.

    Utilizzando l'attualismo pensiamo che esistano solo 2 possibilità per il volo dei vertebrati: l'ala mebranosa-patagio (diffusissima) e l'ala di piume remiganti da uccello.

    Forse questa famiglia era arrivata ad una terza via per il volo plananto, con strutture differenti, basate non su remiganti e membrane(un reticolo di protopiume potrebbe fungere ottimamente da paracadute e pesare molto poco).

    Valerio

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  6. So che questo è un blog scientifico dove non è giusto parlare senza documentazione scientifica, ma spero vorrai rispondere ugualmente.
    Tempo fa ho visto un documentario della BBC dove si mostrava uno scansoriopterygide che usava l'arto superiore come l'aye-aye (il lemure del Madagascar che cattura larve dagli alberi con il suo lungo dito).
    Questa ricostruzione è basata su qualche studio scientifico? o è solo speculazione pura dei documentaristi?

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    1. Daubentonia madagascariensis (l'Aye-Aye) è menzionato come possibile analogo di Epidendrosaurus nella descrizione del primo esemplare (Zhang et al. 2002).

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